Benin

Nazione: Benin

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Il Benin è uno stato dell’Africa occidentale situato a ovest del Togo, a est della Nigeria, a nord di Burkina Faso e Niger, e si affaccia a sud sul Golfo di Benin, che fa parte del Golfo di Guinea. Fino al 1975, il paese era conosciuto come Dahomey.

Il territorio del Benin è caratterizzato da antichi rilievi che non superano i 700-800 metri sul livello del mare. Questi rilievi dividono i bacini dei fiumi Niger, Volta e guineano. Il massiccio dell’Atakora, situato a nord-ovest, è composto da rocce quarzitiche, mentre altrove predominano le rocce granitiche. Il paesaggio digrada verso nord, verso la valle del Niger, e verso sud, verso una bassa pianura costiera, che è circondata da cordoni sabbiosi che delimitano ampie lagune. Le temperature variano da elevate nella pianura costiera, con valori medi di circa 26,5 °C, a leggermente più basse a nord, dove le escursioni termiche sono più marcate. Le precipitazioni variano notevolmente, con regimi tropicali nella fascia dei rilievi centro-settentrionali e regimi equatoriali nelle zone costiere.

La vegetazione è principalmente savana, con un progressivo aumento degli alberi verso sud. La foresta è presente solo lungo i corsi d’acqua, mentre i palmeti sono ampiamente diffusi nella pianura meridionale.

Dal punto di vista idrografico, il Benin è attraversato dai fiumi Ouémé e Couffo, che sfociano direttamente nel Golfo di Guinea, e dal fiume Niger, che attraversa la parte settentrionale del paese.

La popolazione del Benin è etnicamente e linguisticamente diversificata. Il gruppo più numeroso è quello dei Fon, che rappresenta il 39% della popolazione e si trova principalmente nelle regioni meridionali. A est è presente un grande gruppo di Yoruba (12%), mentre a nord prevalgono i Bariba (8%), un gruppo con radici sudanesi e caratteristiche arcaiche. La densità di popolazione è più elevata nella fascia costiera, superando i 200 abitanti per chilometro quadrato, mentre nelle regioni settentrionali, vicino ai confini con il Niger e il Burkina Faso, la densità si riduce a 20-40 abitanti per chilometro quadrato. Cotonou è il centro demografico ed economico più grande del paese, seguito dalla capitale Porto Novo. Oltre a queste, ci sono altre città con una popolazione di oltre 100.000 abitanti, insieme a numerosi centri rurali e villaggi tradizionali.

Le lingue ufficiali includono il francese, ma sono parlati anche numerosi idiomi tribali. La religione dominante è l’animismo, anche se ci sono minoranze di cattolici e musulmani.

Il Benin è un paese economicamente svantaggiato con alti tassi di disoccupazione e sottoccupazione. L’agricoltura è la principale attività economica, coinvolgendo il 50% della forza lavoro e contribuendo al 36,9% del PIL del paese. Le principali colture agricole includono mais e manioca, che rendono il Benin autosufficiente dal punto di vista alimentare. L’allevamento è praticato, ma le risorse pascolive sono limitate, con una produttività modesta in rapporto al numero di capi. La pesca è importante, specialmente nelle lagune e nelle acque interne.

Le attività industriali sono limitate e influenzate dalla scarsità di fonti di energia, con il Benin che importa una quantità significativa di elettricità dal Ghana. La maggior parte delle industrie sono incentrate sulla lavorazione dei prodotti agricoli per i mercati locali. Le riserve petrolifere si sono esaurite nel 1998, ma ci sono giacimenti offshore a Sémé.

Il Benin ha una storia ricca e complessa. Nel 15° secolo, la regione era abitata da popolazioni Adja e Popo nella zona di Allada, e nel 16° secolo si formarono i regni di Iakin (o Porto Novo) e Dahomey (o Abomey), a seguito di lotte interne. Nel 17° secolo, il Dahomey iniziò a espandersi e commerciare con gli Inglesi, Francesi e Portoghesi, che avevano insediamenti costieri dedicati al traffico degli schiavi. La Francia concluse trattati di commercio e protezione con Dahomey nel 1851 e con Porto Novo nel 1863, in seguito occupò la regione e cambiò il nome in Établissements du Benin.

Nel 1960, il Dahomey ottenne l’indipendenza e adottò una Costituzione presidenziale. L’eterogeneità etnica e le difficoltà economiche portarono a instabilità politica e colpi di Stato. Nel 1972, il governo militare di M. Kérékou salì al potere, promuovendo politiche di riduzione della dipendenza economica dalla Francia e nazionalizzazione di settori chiave dell’economia. Nel 1975, il nome del paese fu cambiato in Repubblica Popolare del Benin.

Con la fine della Guerra Fredda, il Benin si allontanò dall’ideologia marxista-leninista e si orientò verso il multipartitismo. Nel 1990, fu adottata una nuova Costituzione e si tennero elezioni legislative e presidenziali nel 1991. Nel corso degli anni ’90, il Benin mantenne una relativa stabilità politica e istituzionale, nonostante agitazioni sociali legate alle riforme economiche.

Nel 2006, Kérékou non poté ricandidarsi per superamento dei limiti di età costituzionali. Le elezioni del 2006 portarono alla vittoria di T. Boni Yayi, che fu rieletto nel 2011. Tuttavia, il suo mandato fu segnato da rallentamenti economici, scandali finanziari e corruzione. Nel 2016, P. Talon vinse le elezioni presidenziali ed è stato rieletto nel 2021. Le elezioni parlamentari del 2019 videro l’assenza dell’opposizione, ma le consultazioni del 2023 hanno registrato il ritorno dell’opposizione dopo quattro anni di assenza.